Diagnosi prenatale, multidisciplinarietà, pianificazione e individualizzazione dei trattamenti. Sono questi i pilastri su cui deve fondarsi la gestione delle cardiopatie congenite. A rilanciare il messaggio, in occasione della Giornata mondiale delle Cardiopatie Congenite che si celebra in concomitanza con la festa di San Valentino, il 14 febbraio, sono gli specialisti coinvolti direttamente nella gestione delle malformazioni, attraverso la Società Italiana di Neonatologia (Sin) e la Società Italiana di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite (Sicp).
Le cardiopatie congenite: un problema per un neonato su cento
Le cardiopatie congenite sono condizioni che interessano circa 10 neonati su mille nati vivi (o uno su cento) e rappresentano la prima causa di mortalità in età neonatale. Sono anomalie a carico del cuore o dei grandi vasi e tra tutte le malformazioni, ricorda la Sin, sono quelle più comuni, rappresentandone circa il 40%. Tradizionalmente si distinguono in forme semplici - quando il difetto è unico - o complesse, nel caso in cui siano presenti più anomalie. In alcuni casi, cosiddetti critici, i neonati sono a rischio di scompenso acuto e devono essere operati entro il primo mese di vita. Sono bambini inoltre che hanno un rischio più elevato di nascita pretermine, con tutti i rischi collegati alla prematurità.














