Per decidere se il bambino da due mesi in gravissime condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato possa essere sottoposto o meno all'impianto di un nuovo organo l'ospedale Monaldi chiama a consulto esperti di tutta Italia.

La valutazione clinica degli specialisti interni è stata fissata a mercoledì: ma la novità è l'annuncio, avvenuto in serata, del coinvolgimento di sanitari di primo piano da altre regioni. In attesa di mercoledì il bimbo resta nella lista dei trapiantandi.

"Non mollo, non perdo la speranza" dice mamma Patrizia che anche oggi, come ogni giorno, è andata a trovare il suo "piccolo guerriero" ed a ricevere notizie dai medici. Notizie, pessime, erano quelle giunte domenica dal Bambin Gesù di Roma, interpellato per una consulenza. Secondo l'ospedale pediatrico capitolino il bimbo non può essere sottoposto a un secondo trapianto, a causa delle complicanze insorte dopo quasi due mesi di sopravvivenza con un macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporee. Emorragia cerebrale, un'infezione non controllata e l'insufficienza renale, polmonare ed epatica sono i fattori che creano alto rischio di mortalità nel caso di un nuovo trapianto, anche a causa delle terapie immunosoppressive contro il rigetto.