La situazione del bambino "era pessima", conferma a LaPresse Carlo Pace Napoleone, direttore della Scuola di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, fra i componenti dell'Heart Team. "Purtroppo ne abbiamo dovuto prendere atto. Non potevamo fare diversamente". Il quadro clinico era fortemente compromesso. Dagli ultimi esami fatti "è emerso che c'è stata una emorragia cerebrale massiva, che è peggiorata. Questo mette a rischio il cervello nell'affrontare un altro intervento". Il cardiochirurgo confida di essere molto provato: "Situazioni come queste sono rare, per fortuna. Dover condividere con i colleghi questa scelta aiuta, ma ho letto la disperazione nei loro occhi, la consapevolezza di aver fatto di tutto per salvare una piccola vita senza esserci riusciti".
Napoli, “non potevamo fare diversamente”. Niente secondo trapianto per il bimbo di due anni
La speranza si è spenta dopo ore di attesa: l'Heart Team riunito da questa mattina all'Ospedale Monaldi di Napoli ha deciso che il bamb...










