Non c'è più speranza per il bambino ricoverato all'ospedale Monaldi, vittima di un gravissimo errore medico: l'equipe dei massimi esperti italiani in materia di trapianti, dopo una visita "al letto del paziente" in terapia intensiva, ha chiuso le porte alla possibilità del trapianto di un cuore nuovo, di cui si era avuta la disponibilità nella serata di martedì.
Il piccolo, dunque, resta attaccato alle macchine con il vecchio cuore danneggiato durante il trasporto a causa del ghiaccio utilizzato e ora sarà la procura, che ha già iscritto sei medici nel registro degli indagati, a rimettere in fila l'incredibile sequela di errori che ha portato al punto di non ritorno.
"Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto" è la conclusione cui è giunto il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico, tutti riuniti all'Azienda ospedaliera dei Colli. I luminari della cardiochirurgia italiana - Carlo Pace Napoleone dell'ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell'Azienda ospedaliera dell'Università di Padova, Amedeo Terzi dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma e Guido Oppido dell'ospedale Monaldi di Napoli, il cardiochirurgo che ha effettuato il primo trapianto sul bambino e che si era reso disponibile ad effettuare l'ulteriore intervento - hanno dato via ad "un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile".














