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La polizia ha effettuato perquisizioni informatiche incentrate principalmente nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale: l’allarme de il Giornale già un anno fa

Da tempo le reti pro-migranti sponsorizzano i manuali per i medici “obiettori” con l’obiettivo di far entrare nei Cpr il minor numero di migranti possibili. Il Giornale ne parla ormai da anni, rivelando le tecniche per eludere i controlli e, al contempo, permettere agli irregolari di non accedere ai centri per il rimpatrio da cui poi vengono rimandati nei Paesi di origine. “Nessuno è idoneo alla vita nei Cpr. Tu, nel pieno rispetto della legge, dei tuoi diritti come professionista della salute, hai la possibilità di certificarlo”, è la parola d’ordine che in più di un’occasione ha accompagnato queste campagne. Finora non era stata data troppa importanza a queste pratiche, che vanno contro la legge perché implicano la dichiarazione di falso, ma da Ravenna si è sollevato un caso che potrebbe diventare quello zero per accendere il faro sulle pratiche illecite.