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16 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:59
A Ravenna sei medici sono indagati per aver certificato la non idoneità di alcuni stranieri irregolari all’ingresso in un Centro di permanenza per il rimpatrio. L’ipotesi è quella di falso ideologico in atto pubblico. In altre parole, avrebbero attestato consapevolmente una cosa non veritiera, cioè una patologia o un rischio per la salute inesistenti. L’Ordine dei medici ha ricordato che “il parere clinico esprime un giudizio tecnico, circoscritto all’ambito sanitario, e non può né deve diventare un avallo di scelte amministrative che esulano dalla competenza medica”. La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), ha evidenziato che “la patogenicità dei Cpr è un dato scientifico, non un’opinione”. Della SIMM fa parte anche l’infettivologo Nicola Cocco, che dentro i Cpr d’Italia ci è stato tante volte. “I medici del Servizio Sanitario Nazionale sono chiamati a una valutazione complessa, che nel nostro Paese si risolve con la sola esclusione di eventuali patologie infettive nel 95% dei casi”, spiega il medico, che oggi fa parte della rete Mai più lager – NO ai Cpr. “Le vere valutazioni non conformi sono state semmai quelle che, negli ultimi anni, hanno dichiarato idonee tante persone con gravi patologie mentali o fisiche”. Ma per quelle nessuno è mai stato indagato.













