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Il gip nel suo documento ha anche evidenziato come la solidarietà agli indagati potrebbe favorire la reiteraizone

Falsi certificati come strumento “di aperta contestazione del sistema di gestione dell'immigrazione clandestina”. È questo il dato che, secondo il gip Federica Lipovscek, è emerso dall’indagine della procura di Ravenna sui medici del reparto di Malattie infettive attualmente indagati ed è per questo motivo che il giudice ha disposto nei giorni scorsi la misura cautelare dell'interdizione dalla professione per 10 mesi per tre medici mentre per altri 5 è scattato il divieto, anche qui per 10 mesi, di occuparsi dei certificati per l'idoneità ai centri di rimpatrio. Sebbene le misure per gli indagati siano state modulate su due livelli, il gip ha accolto l'impostazione accusatoria e ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari sul rischio di reiterazione, benché la Ausl avesse già sospeso i medici dal servizio oggetto dell’indagine.