Scendono in pista armati contro freddo e cadute, si lanciano da cinquanta metri di trampolini di neve, sfidano le leggi dell’attrito su ghiaccio: gli atleti olimpici invernali sembrano superare le leggi della fisica per consegnarsi alla lucida follia dell’agonismo, in cerca di medaglie che possono assicurare contratti e sponsorizzazioni ben remunerate. Perché lo sport è un lavoro durissimo, ma i money prize dei tornei, quando non delle stesse Olimpiadi, spesso non sono poi tanto consistenti. Così volti e corpi si fanno strumenti di marketing, estendendo quel rapporto privilegiato che la moda, l’automotive, la tecnologia e quanto altro hanno instaurato con atletica, sci&co.

Eileen Gu (sci freestyle)

L’unica a tenere testa alle colleghe ben più remunerate del tennis, grazie ad accordi commerciali che abbracciano l’alta moda e l’automotive, una delle poche a vantare copertine di magazine non sportivi e il plauso dell’università dove si è laureata, la celebre Stanford. La sciatrice freestyle Eileen Gu, statunitense che ha scelto di gareggiare per la Cina, ha esordito nello slopestyle a Milano Cortina 2026 portando a casa l’argento, ma è indubbiamente la campionessa delle sponsorizzazioni e dell’assoluto glamour aprés ski, letteralmente. Secondo una stima di Forbes, gli incassi annuali di Eileen Gu superano i 23 milioni di dollari, dei quali solo 100mila derivano dalla sua attività sportiva. Tra i suoi sponsor figurano Porsche, Louis Vuitton, Gucci, Victoria's Secret e Tiffany.