Dottore, che cos’ha lo sport?». «A occhio, cioè guardando la tv, bulimia da eventi». «È grave?». «Molti sembrano felici, ma se immaginiamo una progressione, anche soltanto lineare, lo sa dove andremo a finire?».

Prendiamo le Olimpiadi invernali, per cominciare. Grande entusiasmo, un medagliere mai così ricco per l’Italia, roba che neppure la magica Lillehammer nel 1994. Trentadue anni fa, un’edizione incantata. Commosse perfino Steven Van Zandt, chitarrista della E Street Band, l’uomo che suona alla destra del Boss, ma anche attore e sceneggiatore. Inventò una serie in cui un boss, ma della mafia, entra nel programma di protezione e chiede di essere ricollocato a “Lilyhammer” (nome che storpia e che diventa il titolo) perché l’ha vista nelle telecronache olimpiche e se n’è innamorato. Successe a molti. L’Italia vinse 7 ori. Quanti ne furono assegnati in tutto? Sessantuno (61). A Milano-Cortina quel record è stato battuto, ma quante sono state le medaglie d’oro? Centosedici (116). Quasi il doppio.

(afp)

Dice il dottore che fra altri 32 anni, alle Olimpiadi invernali di Abu Dhabi, il cambiamento climatico avrà cancellato la neve naturale dal pianeta, in compenso le discipline in gara saranno oltre 200: slittino di coppia per biondi, salto dalla funivia e molto altro.