Caro direttore, il signor Pilotto, nella sua lettera di ieri, probabilmente intendeva fare riferimento ai valori etici e morali delle Olimpiadi non tanto ai soldi, per quanto importanti siano. Altre nazioni premiano i loro atleti con un cammello o un attrezzo da lavoro. Ben diverso. Gli Usa circa 37mila euro per l'oro. Poi certo ci son le differenze con altri sport. Ma tutti gli atleti italiani hanno uno stipendio. Sono ottimamente pagati e rimborsati per spese, medici eccetera. Non confonda lo spirito olimpico con la bassezza di due denari. Ogni atleta o sportivo rincorre il miglior risultato: la medaglia, non gli euro.
Albero Beghez
Udine
Caro lettore, a voler essere precisi ogni atleta statunitense che riesce a qualificarsi per le Olimpiadi riceve già una donazione di 100mila dollari offerta da un investitore privato, il fondo Stone Ridge. Somma che potrà incassare dopo aver compiuto i 45 anni. E un ulteriore bonus è previsto per la sua famiglia. Uno sciatore o un fondista americano che vincono una medaglia a Milano-Cortina incassano complessivamente una somma di denaro non molto inferiore a quella di un atleta italiano che sale sul podio. Ma il problema non è la cifra, bensì il principio.














