Gentile direttore, vorrei entrare nel merito dei compensi dovuti ai nostri atleti partecipanti alle Olimpiadi Milano-Cortina. Mi sembra che la gran parte dei suddetti atleti sia ingaggiata e stipendiata da gruppi sportivi statali quali Aeronautica, Carabinieri, Esercito, etc. per svolgere attività sportiva ai massimi livelli con tutti i vantaggi che ciò comporta. Mi sembra che premiare le medaglie d'oro con 180mila euro, argento 90 e bronzo 60 sia un po' eccessivo. Penso a tutti quei lavoratori che svolgono il loro mestiere con massimo impegno e dedizione se vengono per questo premiati per i loro meriti e successi.

Alessandro Cettolin

Vittorio Veneto (Tv)

Caro lettore, abbiamo già ospitato diverse opinioni e punti di vista su questo argomento. La sua lettera mi conferma in una mia convinzione: continuiamo ad essere un Paese che guarda con fastidio il merito, non lo riconosce e non trova giusto dunque premiarlo. Anzi mostra fastidio o malcelata invidia verso i vincenti, verso chi è capace di mettere a frutto le proprie capacità e qualità.

Perseguiamo, per ragioni culturali e ideologiche, un irreale egualitarismo che finisce per essere sinonimo di appiattimento. E che, nella realtà, produce clamorose ingiustizie. Perché non c'è nessuna giustizia, né sociale né economica, nel mettere tutti sullo stesso piano ignorando competenze, qualità, valori e, soprattutto, risultati ottenuti. Anzi mortificandoli.