Quanto vale davvero una medaglia olimpica? Molto, se si guarda al prestigio. A volte moltissimo, se si parla di premi in denaro. E nulla, se si considera che il Comitato olimpico internazionale non riconosce alcun compenso economico diretto agli atleti: a pagare sono i singoli Paesi. In vista di Milano-Cortina 2026, il quadro è quanto mai variegato. Saranno 116 i titoli in palio, sette in più rispetto a Pechino 2022: 54 maschili, 50 femminili e 12 misti, mai così tanti. L'unico squilibrio resta l'assenza delle gare femminili nella combinata nordica, ultimo sport olimpico solo al maschile.
Al di là dei numeri, resta il valore simbolico delle medaglie: l'oro, in realtà, contiene una quantità minima di metallo prezioso ed è soprattutto un ricordo, un oggetto da collezione. Eppure i premi fanno notizia. Singapore offre un milione di euro per l'oro, ma difficilmente lo assegnerà: schiera un solo atleta, lo sciatore Faiz Basha, lontanissimo dal podio. Hong Kong resta tra i più generosi: 640 mila euro per l'oro, 320 mila per l'argento, 160 mila per il bronzo. In Europa occidentale spicca l'Italia, che riconoscerà 180 mila euro per l'oro, 90 mila per l'argento e 60 mila per il bronzo, per la prima volta esentasse, come annunciato dal ministro per lo Sport Andrea Abodi. Francia e Germania seguono a distanza, mentre Norvegia, Svezia e Gran Bretagna non prevedono premi legati alle medaglie.









