Alla vigilia dell’apertura dei giochi olimpici invernali di Milano Cortina si cominciano a stimare sommariamente impatto e valore dell’evento che coinvolgerà non solo la città ma anche tutta la regione lombarda coinvolta e al Trentino Alto Adige. Complessivamente - stima una ricerca diffusa ieri da Unimpresa - le Olimpiadi invernali 2026 «genereranno un impatto economico complessivo stimato in 6,1 miliardi di euro». Ma c’è di più. Gli interventi, a cominciare dalle infrastrutture realizzate resteranno in dote ai territori. Con «effetti distribuiti nel tempo e sul territorio ben oltre la durata dell’evento sportivo. La stima considera non solo la spesa diretta legata ai giochi, ma anche il turismo indotto, la valorizzazione delle infrastrutture permanenti e gli effetti moltiplicativi sull’economia. A tirare le somme «l’impatto complessivo e composto da 1,1 miliardi di spesa turistica diretta durante l’evento». C’è poi da tener conto degli altri 1,4 miliardi di turismo indotto nei 24 mesi successivi, 3,2 miliardi di legacy infrastrutturale valorizzata e 400 milioni di effetti indotti netti.
L’analisi, realizzata dal Centro studi di Unimpresa, ipotizza un impatto pari a 6,1 miliardi di euro. E qui bisogna differenziare: in fase di preparazione e realizzazione delle infrastrutture (2020/2025), si concentra 2,1 miliardi di euro, pari al 34% del totale, legati soprattutto ai cantieri, ai servizi di progettazione e alle attività organizzative. Nel solo mese di febbraio 2026, durante lo svolgimento dei Giochi, genera 1,3 miliardi, ovvero il 21% dell'impatto complessivo, grazie alla spesa turistica diretta e alla piena operatività dell’evento. Ci sarà pure una ricaduta già prevista nei dodici mesi successivi, tra 2026 e 2027, con una ricaduta economica positiva intorno a 1,1 miliardi di euro (18% del totale) dovuto principalmente al turismo indotto e agli effetti «moltiplicatori della spesa olimpica». Nel medio termine (tra 2028 e 2030), dovrebbero verificarsi ricadute positive per 900 milioni di euro (15%), mentre nel lungo periodo (2031 e 2050), vale ulteriori 700 milioni (12%), legati al valore residuo delle infrastrutture e ai benefici permanenti in termini di mobilità, attrattività e competitività territoriale. A beneficiare maggiormente sarà la Lombardia con una ricaduta «in valore assoluto, con 3,2 miliardi di euro, pari al 52% del totale». In scala sul Pil regionale (pari a 447 miliardi), l’impatto dei giochi viene comporta un contributo sul Pil regionale dello 0,72%. Al “socio” Veneto intercetta 2,1 miliardi di euro, pari al 34% del totale, con un’incidenza sull’economia regionale ben più elevata: circa 1,17% del Pil (180 miliardi). Il Trentino-Alto Adige si dovrà accontentare di un indotto aggiuntivo di 800 milioni di euro (14% del totale), ma che contribuirà per l’1,60% al Pil regionale (valore assoluto 50 miliardi.














