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Ultimo aggiornamento: 15:43
Quando ha visto la linea del traguardo e il vuoto alle sue spalle, Pietro Sighel non ha resistito. Si è girato di spalle, per consegnare alla storia delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 uno scatto destinato a diventare iconico. Un tributo al pubblico di casa, in tripudio per la medaglia d’oro conquistata dall’Italia nella staffetta mista. Gli azzurri dello short track all’ora di pranzo di un martedì di febbraio sono diventati campioni olimpici, i più forti di tutti in pista corta. Una disciplina di nicchia che si prende la scena, come solo ai Giochi può accadere: “L’italiano alla fine in qualche modo riesce sempre a venire fuori nonostante gli ambienti siano ‘piccoli’, con pochi iscritti”, racconta Pietro Sighel al Fatto Quotidiano, mentre ha ancora la medaglia al collo.
Gli artefici di questa impresa sono la leggendaria Arianna Fontana (12 medaglie Olimpiche, da Torino 2006 a Milano-Cortina 2026), Elisa Confortola, Chiara Betti, Luca Spechenhauser, Thomas Nadalini e appunto Pietro Sighel. Per Fontana è l’ennesima impresa, ancora in casa 20 anni dopo la prima volta: “Sicuramente se dovessi tornare indietro a Torino 2006, non mi sarei mai aspettata di essere qui vent’anni dopo. Un pensiero che mi ha caricato questa mattina: ho avuto una carriera lunga, ho vinto tutto quello che volevo vincere, ho raggiunto tutti gli obiettivi che volevo raggiungere. Mi sono detta: sei pronta, divertiti”.












