Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
11 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:40
Vi ricordate quella manciata di giri d’orologio a Tokyo 2020, che poi era 2021 per colpa del Covid? Quella in cui trionfarono sul tartan giapponese prima Gianmarco Tamberi e poi Marcell Jacobs, sì? Ecco, i 63 minuti folli sulla pista Eugenio Monti ricordano quel momento, sia premesso che il prestigio olimpico dell’atletica leggera e ancor di più dei 100 metri piani uomini restano un gradino più su. Però, ecco, è molto difficile ritrovare un’altra ora d’oro per l’Italia nella storia dei Giochi invernali.
Accade tutto tra le 19.13 le 20.16 di mercoledì quando l’Italia doma le curve sinuose e ripide della Eugenio Monti. Schiacciati sul loro slittino che vola sul ghiaccio, scivola oltre i 100 chilometri orari e taglia il traguardo prima di tutti gli altri, Andrea Voetter e Marion Oberhofer danno il là alla festa azzurra davanti al presidente del Coni Luciano Buonfiglio e al ministro dello Sport Andrea Abodi. Una conferma per le azzurre, che avevano già chiuso la prima manche davanti a tutte. Più veloci di chiunque altro, dall’inizio alla fine. Felicità, sorrisi. Sipario temporaneo, è solo la fine del primo tempo.












