L'Angelo Biondo continua a fare impazzire il mondo. Arianna Fontana, partita da Polaggia di Berbenno, Valtellina profonda, allunga il filo della leggenda olimpica e lo fa nel modo più simbolico possibile: oro nella staffetta mista, davanti al pubblico di casa, al debutto dei Giochi. È il primo titolo a squadre dopo due ori individuali nei 500 metri a PyeongChang 2018 e Pechino 2022, ma questo ha un peso diverso. Più denso. Più intimo. È l'oro che sa di appartenenza, di radici, di ritorno. «È una medaglia magica», dice lei. E basta lo sguardo per capirlo.
Arianna, cosa prova?
«Vincere un oro olimpico è sempre emozionante. Ma qui, in casa, il primo giorno, partire così non c'era altro modo per iniziare».
Dietro c'è ancora una sua zampata, puntuale come un marchio di fabbrica. Come si fa a fare la differenza a 35 anni, contro avversarie che potrebbero essere figlie sportive?
«Non c'è un segreto per restare giovani. Forse perché ci alleniamo al freddo (sorride, ndc)».













