Nella giornata di martedì 10 febbraio il titolo di Stellantis sta rimbalzando in Borsa. Una boccata d’ossigeno dopo il venerdì nero dove la casa automobilistica ha annunciato oneri finanziari intorno a circa 22,2 miliardi di euro e ha perso circa il 25% a Piazza Affari. Ma le agenzie di rating Moody’s e S&P fanno da contrappeso, ancorate sulle dichiarazioni dell’amministratore delegato del gruppo, Antonio Filosa, e tagliano il rating.
La prima abbassa la valutazione a Baa3 con outlook stabile (modificato da negativo che era, con l’aspettativa che «la società torni a livelli di redditività positivi entro la fine del 2026»), spiegando che la decisione è stata determinata «dalla pubblicazione dei risultati preliminari 2025 della società, che indicano una significativa revisione al ribasso della redditività e dei flussi di cassa per il 2025 e oltre, rispetto alle nostre aspettative».
Le motivazioni di Moody’s
L’azione sul rating, motiva ancora Moody’s, «riflette l’aspettativa che la società continuerà a generare un free cash flow negativo nel 2026 e che il recupero dei margini richiederà più tempo del previsto». Inoltre, «rimane l’incertezza sulla traiettoria di recupero dei margini Ebit adjusted, anche nel contesto di una revisione strategica di ampia portata che la società sta attualmente mettendo in atto».















