C’è grande attesa in Piazza Affari per vedere come si comporterà il titolo Stellantis alla riapertura delle contrattazioni dopo il crollo (-25%) di venerdi scorso. Le vendite sono scattate dopo l’annuncio shock di Stellantis: sul bilancio del 2025 graveranno 22,5 miliardi di euro di oneri straordinari a causa del cambio di strategia nell’auto elettrica.
La scelta drastica del nuovo ceo Antonio Filosa è stata di chiudere subito tutti i conti col passato, anche strategico, per permettere a Stellantis di guardare al futuro spesando in una volta sola tutti i costi dell’avventura elettrica. Visto solo dal lato finanziario l’annuncio ha sorpreso gli investitori per l’entità delle svalutazioni, che erano attese ma non in queste proporzioni. Ora il mercato attende il prossimo 26 febbraio, quando il board approverà i conti del 2025, per capire a quanto ammonterà la perdita totale del gruppo. Ieri gli analisti di Citi hanno ipotizzato che il “rosso” potrebbe essere più ampio del previsto a causa degli oneri per la chiusura di alcuni stabilimenti.
La maxi-perdita, per quanto ampia sarà, non comporterà comunque il rischio più grande temuto dagli investitori, ovvero la necessità di un aumento di capitale, che è stato categoricamente escluso dal management. A puntellare il patrimonio (e anche la liquidità) Stellantis ha annunciato l’emissione di un bond perpetuo ibrido non convertibile da 5 miliardi di euro, i cui introiti contribuiranno a finanziare i 6,5 miliardi di cash out previsti nei prossimi 4 anni per rimborsare i fornitori dei vecchi impegni per l’auto elettrica. Anche sul fronte più complessivo della liquidità il gruppo ha lanciato segnali rassicuranti: a fine 2025 era di 46 miliardi. Un livello che, confermano gli analisti di Equita, è pari al 30% del fatturato ed è in linea con i target annunciati del 25-30%.










