Caro direttore, venerdì 25 il titolo Stellantis ha perso in borsa oltre il 25%. Al di là delle speculazioni di borsa il motivo principale sta nel fatto che il mercato dell'auto in Europa e nel Nord America è in crisi. Le ragioni di questa crisi? Il green deal voluto dall'Europa che ha impattato, creando incertezza, sul futuro dell'industria automobilistica europea. Non è un caso che oltre a Stellantis siano andate in crisi Ford, General Motors, Mercedes e così via. Tutte auto che rappresentano il meglio della tecnologia e dello stile che da anni ci accompagna nella scelta dell'auto. Adesso, invece, si è deciso di favorire l'elettrico in un campo dove la Cina è molto più avanti di noi per costi e per affidabilità delle batterie. Mi sembra di essere tornati ai tempi in cui venivamo invasi dalla paccottiglia cinese. Però le auto non sono paccottiglia, richiedono progettazione, formazione del personale, investimenti e poi c'è il mercato, se il cavallo non beve, cioè se gli italiani non acquistano le auto elettriche hai voglia a tempestarli di pubblicità...

Lino Renzetti

Caro lettore, la perdita di 22 miliardi di euro annunciata nei giorni scorsi da Stellantis e il crollo in Borsa del titolo automobilistico, sono i costi che l'ex Fiat ha pagato a una transizione ecologica che ha ignorato i consumatori. Sospinta dall'irrealistico green deal voluto dall'Europa e dalla conseguente svolta elettrica, Stellantis, come altre aziende del settore auto, ha stravolto scelte commerciali e politiche di investimento. Ma questo cambio di strategia non ha trovato l'accoglienza immaginata da parte degli acquirenti.