Le incertezze sul rilancio di Stellantis nell’era post Tavares, soprattutto sul fronte dell’offerta ibrida, spaventano i mercati. Che ieri hanno bocciato inesorabilmente il gruppo italofrancese, nonostante il ceo Antonio Filosa nelle stesse ore avesse annunciato un ritorno alla redditività nel terzo trimestre dopo sette negativi. In Borsa il titolo ha perso l’8,8 per cento, dopo aver sfiorato anche il -10. Il tutto in una giornata convulsa per il costruttore.
Oggi per esempio a Melfi - dove 48 ore fa è stato annunciato in pompa magna il lancio della nuova Jeep Compass - le linee si fermeranno per mancanza di componentistica. Alcuni rumors sindacali hanno indicano problemi con le forniture di chip. Ieri in serata l’azienda ha smentito la cosa, parlando di un ritardo nelle consegne dei pacchi batterie. Mentre Filosa, proprio in riferimento alla crisi dei semiconduttori, ha annunciato che è attiva «una war room», dove «ogni giorno mettiamo sul tavolo azioni e progetti» per ovviare alle mancate consegne. In ogni caso, non si prevede «un impatto significativo derivante dalle interruzioni della catena di approvvigionamento».
Sul fronte produttivo non fa non meno rumore lo stop alle linee - annunciato sempre ieri dai sindacati - per tutta la seconda metà di dicembre a Cassino. La fermata è legata molto probabilmente al poco appeal commerciale delle vetture (Alfa Romeo Giulia e Stelvio, la Maserati Grecale) assemblate nel sito. Dove, invece, l’azienda ha congelato di un anno la produzione della Stelvio elettrica per lanciarla assieme a una Stelvio ibrida, non prevista dalla precedente gestione.








