Il "segnale" che Giorgia Meloni voleva dare da settimane, e su cui ha accelerato dopo le violenze di Torino, è atteso nelle prossime ore.
Un decreto legge e un disegno di legge "a garanzia della sicurezza dei cittadini e dell'ordine pubblico" dovrebbero approdare, confermano qualificate fonti di governo, sul tavolo del Consiglio dei ministri, non ancora convocato ma previsto nel tardo pomeriggio. Qualche minimo di incertezza ancora c'è, ma per tutta la giornata - in cui c'è stato anche un confronto tra Meloni e Salvini - i testi sono stati affinati in una lunga serie di riunioni tecniche, destinate a proseguire nella notte.
Le più importanti sono cominciate nel pomeriggio, dopo il colloquio al Quirinale tra Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano, in cui ancora una volta sono emersi i rilievi del Colle su due misure in particolare: il fermo preventivo di sospetti prima dei cortei e il cosiddetto scudo, che evita - non solo per le forze dell'ordine - l'iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o adempimento di un dovere. L'incontro a metà giornata tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e il presidente della Repubblica, sottolineano in ambienti di centrodestra, testimonia del fatto che il testo predisposto ieri non aveva ancora il via libera del Colle, che ha chiesto modifiche.












