VENEZIA - «Le attività sulla Palestina senza contraddittorio? Uno scandalo educativo». Dario Calimani, presidente della Comunità ebraica veneziana, è tornato ieri sulla vicenda del liceo "Marco Polo", che per l'anno scolastico in corso ha programmato un ciclo di iniziative dedicate proprio alla Palestina. In città si è acceso uno scontro politico, con il senatore di Fratelli d'Italia, Raffaele Speranzon, che ha denunciato «l'indottrinamento ideologico», annunciando un'interrogazione parlamentare. Parole, quelle del presidente, espresse alla commemorazione del Giorno della Memoria in campo del Ghetto, di fatto riprendendo la riflessione di domenica, alla cerimonia cittadina alla Fenice.
«Mi è arrivata la lettera di un professore che difendeva la scelta dei docenti del "Marco Polo", convinto di come il confronto, alla fine, non serva a niente. E termina le righe dicendo: "Mi auguro che fra voi, popolo ebraico e palestinese, si trovi la strada per la pace. Gli ho risposto: "Lei insegna questo ai suoi studenti? Che il popolo ebraico ha un conto aperto con quello palestinese?". Io non sono israeliano (e no, non si tratta di nascondersi): sono un ebreo italiano, che non ha conti aperti con nessuno. Se i professori insegnano questo, è scandaloso. Ecco il nuovo antisemitismo, quando le realtà si mistificano».








