Nell'arco delle due giornate dell’8 e 9 gennaio «potrebbero essere state uccise nelle strade dell'Iran oltre 30.000 persone»: lo scrive la rivista Time, citando due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano coperti da anonimato.
Le fonti hanno riferito che in quei due giorni, un giovedì e un venerdì, le scorte di sacchi per cadaveri sono esaurite e le ambulanze sono state sostituite da autoarticolati a diciotto ruote. La stima di 30.304 morti, scrive Time, non tiene poi conto dei feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti successivamente, o delle vittime in aree dove non sono stati forniti bilanci.
L’ANALISI
Se Stati Uniti ed Europa restano inermi davanti al massacro degli innocenti in Iran
BERNARD-HENRI LÉVY












