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Ultimo aggiornamento: 10:47

Quattordici giorni di proteste, e decine di morti. L’agenzia Hrana fino a poche ore fa ne segnalava “almeno 65”, ma alla rivista Time un medico di Teheran, in condizione di anonimato, ha dichiarato che in sei ospedali della capitale sono state registrate 217 vittime tra i manifestanti, “la maggior parte a causa di proiettili veri”. Secondo questa versione, la maggior parte delle vittime erano giovani, alcuni dei quali uccisi fuori da una stazione di polizia nel nord di Teheran, dove le forze di sicurezza hanno sparato con le mitragliatrici.

Alla Bbc, un medico e un assistente sociale di due ospedali hanno dichiarato che le loro strutture sono “sopraffatte” dall’arrivo di decine di feriti. Utilizzando la rete Starlink i sanitari hanno raccontato che il principale centro oculistico di Teheran è entrato in modalità di crisi e i servizi di emergenza sono sovraccarichi.

Queste informazioni non sono verificabili in modo indipendente, il sito Netblocks conferma che il blocco di internet in Iran è ormai attivo da 36 ore. Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, ha sollecitato anche stamattina i dissidenti a mettere in atto uno sciopero generale: “Sono certo che, rendendo la nostra presenza in piazza più concentrata e, allo stesso tempo, interrompendo i canali finanziari, rovesceremo completamente la Repubblica Islamica e il suo logoro e fragile meccanismo di repressione”. A rilanciare questo suggerimento è stata la tv pubblica israeliana Kan.