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7 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:42
Dieci giorni di proteste nelle città principali così come nelle periferie. Non si placa la rivolta in Iran contro il governo degli ayatollah: secondo l’agenzia Hrana, le vittime sono 36. Tra questi, come scrive l’agenzia di stampa Fars, ci sono anche due poliziotti, che hanno perso la vita a Lordegan, nel sud ovest del Paese. L’aspetto della repressione resta centrale come risposta del regime alla contestazione verso l’ayatollah Khamenei: tra le vittime ci sono anche due minorenni e il fotografo e videomaker Sadegh Parvizzadeh ha pubblicato un video sulla sua pagina Instagram, in cui racconta di essere stato colpito al volto e a un occhio da un proiettile mentre riprendeva i cortei.
Cortei e raduni sono stati messi in atto in 92 città, gli arresti sarebbero più di 2.000. Il regime viaggia a due velocità: il presidente Massoud Pezeshkian ha chiesto alle forze di sicurezza di “non intraprendere alcuna azione” contro i manifestanti pacifici e di fare una distinzione tra loro e i “rivoltosi”. Di contro il capo dell’esercito, il maggiore generale Amir Hatami, ha minacciato un’azione militare preventiva in risposta alle dichiarazioni americane dei giorni scorsi, con le quali il presidente americano Trump ha detto di essere pronto a intervenire se Teheran avesse continuato ad uccidere i civili nelle piazze. Per Hatami “la Repubblica Islamica considera l’intensificarsi di tale retorica contro la nazione iraniana come una minaccia e non lascerà che continui senza reagire”.














