Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo rimane in vigore e dura ormai da oltre 60 ore: lo stima Netblocks. «La misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del Paese», scrive il monitor su X, aggiungendo che il blackout «ha ormai superato le 60 ore».
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.
Per giornali e televisione di regime non sta succedendo niente. Nessuna manifestazione di protesta: lo provano le immagini continuamente trasmesse di piazze tranquille. È il comportamento dei regimi in crisi: negare la realtà quando sta accadendo. Nel 2003 il ministro dell’Informazione di Saddam Hussein, poi soprannominato «Comical Ali», annunciò la sconfitta degli americani mentre alle sue spalle le immagini mostravano l’ingresso dei Marines a Baghdad.










