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25 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:47
I numeri ufficiali parlano di 3.117 morti. Ma l’informazione divulgata dalle autorità di Teheran pare sia molto lontana dalla realtà: secondo quanto riportato dalla rivista statunitense Time, funzionari iraniani avrebbero stimato che fino a 30mila persone – 30.304 – potrebbero essere state uccise nei soli due giorni iniziali delle proteste di inizio gennaio, l’8 e il 9. La cifra, citata da due alti funzionari anonimi del ministero della Salute iraniano, rappresenta il numero più alto di vittime finora segnalato. Time paragona la mattanza in Iran a quella compiuta dai nazisti alla periferia di Kiev, il 29 e 30 settembre 1941, quando trucidarono 33.000 ebrei ucraini a Babyn Yar.
La rivista precisa di non poter verificare in modo indipendente i dati, ma segnala che la stima è coerente con le testimonianze di medici e soccorritori presenti sul campo. Secondo le autorità sanitarie citate dalla rivista, tra l’8 e il 9 gennaio sarebbero stati utilizzati camion a 18 ruote al posto delle ambulanze e i sacchi per cadaveri sarebbero stati esauriti. La stima tuttavia non tiene conto dei feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti successivamente, o delle vittime in aree dove non sono stati forniti numeri.









