Solo nell’arco delle due giornate dell’8 e 9 gennaio “potrebbero essere state uccise nelle strade dell’Iran oltre 30.000 persone”: lo scrive la rivista Time, citando due alti funzionari del Ministero della Salute iraniano coperti da anonimato. Le fonti hanno riferito che in quei due giorni, un giovedì e un venerdì, le scorte di sacchi per cadaveri sono esaurite e le ambulanze sono state sostituite da autoarticolati a diciotto ruote. La stima di 30.304 morti, scrive Time, non tiene poi conto dei feriti ricoverati negli ospedali militari deceduti successivamente, o delle vittime in aree dove non sono stati forniti bilanci.

Intanto è ci si chiede se la Guida Suprema dell’Iran sia ancora al suo posto. “Ali Khamenei si nasconde in un rifugio sotterraneo a Teheran”, scrivono diverse testate, quasi tutte citando il sito web Iran International, indicato come vicinissimo all’opposizione iraniana. Non è detto che le cose stiano così. Il console iraniano a Mumbai respinge questa idea: sostiene che Khamenei abbia “personale di sicurezza a proteggerlo” ma che non si debba “pensare che sia nascosto in un bunker o in un rifugio”.

Le tensioni tra Usa e Iran restano altissime. E l’ipotesi che l’Ayatollah Khamenei si fosse nascosto in un bunker blindato era emersa già lo scorso giugno, in un altro momento di grandissima tensione: durante la “guerra dei 12 giorni” e i raid delle forze israeliane e americane sui siti nucleari iraniani.