“Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare i manifestanti iraniani. Lottano per la libertà”. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Usa Donald Trump su Truth. Intanto – nonostante il blackout di internet e un bilancio di diversi morti e migliaia di arresti – il popolo iraniano non si ferma. E torna in piazza per portare avanti una protesta giunta ormai al suo quattordicesimo giorno, che per numeri e portata non ha precedenti negli ultimi tre anni.

Intanto fonti informate al Wall Street Journal riferiscono che funzionari dell’amministrazione di Donald Trump hanno avuto discussioni “preliminari” su un eventuale attacco contro l’Iran, qualora fosse necessario dare seguito alle minacce del presidente e sarebbero già stati individuati i possibili obiettivi.

Una delle opzioni in discussione è un attacco aereo su larga scala contro diversi obiettivi militari iraniani. Secondo le fonti non c’è ancora un consenso sulla linea d’azione da intraprendere e non sono stati ancora mobilitati né equipaggiamenti militari né personale in preparazione di un eventuale attacco. Le fonti hanno precisato che queste conversazioni rientrano nella normale pianificazione e non ci sono segnali di un raid imminente contro l’Iran.