Come prendere non due, ma tre piccioni con una fava. Il primo: gli odiati, dalla sinistra, agenti dell’Ice, la polizia federale americana anti-immigrazione illegale. Il secondo: Donald Trump, che si serve dell’Ice perla caccia agli irregolari. Il terzo: il governo di Giorgia Meloni, che chiude un occhio di fronte alla possibile presenza dell’Immigration and customs enforcement tra gli addetti alla sicurezza che il dipartimento di Stato Usa invierà in Italia per supportare il servizio di sicurezza per la durata dei Giochi olimpici invernali di Milano e Cortina (dal 6 febbraio) e, soprattutto, per vigilare sul vicepresidente, J.D. Vance.

A provocare il caso, la rivelazione del Fatto sulla prossima presenza della «famigerata Ice» in Italia nei prossimi giorni. «Famigerata» perché i suoi agenti «sono su tutti i media del mondo per la loro brutalità» (l’episodio più controverso è l’uccisione, il 7 gennaio scorso a Minneapolis, di Renee Nicole Good durante un’operazione sul territorio). Ebbene, alla notizia che gli agenti dell’Ice sarebbero sul punto di sbarcare l’Italia, il centrosinistra è insorto chiedendo al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di riferire in Parlamento sulla questione. Il campo largo non vuol sentire parlare delle “milizie di Trump” in Italia. «È doveroso che il governo sgombri immediatamente il campo da ogni dubbio», intima Matteo Mauri, deputato del Pd, partito del quale è responsabile Sicurezza. Mauri preannuncia un’interrogazione parlamentare a Piantedosi e l’apertura del caso anche in commissione Affari costituzionali. Pierfrancesco Majorino, dirigente dem e capogruppo in Regione Lombardia, è già sulle barricate: «A Milano gli assassini dell’Ice non sono benvenuti. Il loro fascismo se ne stia a casa».