La sfida “da destra” a Giorgia Meloni è il film di questi anni, ma da quando Donald Trump ha perso i freni inibitori, a cascata li ha persi anche Salvini. Lei, a sua volta, è attenta a non scoprirsi su quel fronte, e infatti pattina pure sull’Ice. E i freni li ha persi Vannacci, arruolato da Salvini per lo scavalcamento a destra. E ora che Vannacci gli è sfuggito di mano, Salvini ha il problema di scavalcare a destra Vannacci.

Pochi giorni fa ha ricevuto Tommy Robinson, roba che il generale è un’orsolina: leader neonazista inglese, organizzatore di marce xenofobe, simpatizzante di Putin, curriculum giudiziario di tutto riguardo: violenza, stupefacenti, stalking, ingresso illegale negli Stati Uniti con passaporto falso. Troppo perfino per Nigel Farage, che non lo rivolle nel partito e si beccò, per questo, la scomunica di Elon Musk. Nel video dell’incontro al ministero – lo ha notato il parlamentare del Pd Matteo Orfini – c’era anche una persona col volto oscurato. Perché e chi era? Domande cui ancora non è arrivata risposta.

Adesso, nuovo appuntamento. In Parlamento sarà presentata domani una proposta di legge leghista sulla remigrazione. Ovvero: la deportazione di massa degli immigrati, rei, secondo le teorie complottiste, di favorire la sostituzione etnica. La sala stampa è stata prenotata da Domenico Furgiuele, deputato calabrese della Lega piuttosto chiacchierato. Suo suocero è stato condannato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Lui è stato coinvolto, da imprenditore, in un processo di appalti pilotati anche dai clan. Suo cognato, Massimo Cristiano, è uno storico esponente di CasaPound in Calabria.