Un motivo c’è se l’Ice, l’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, è stata rinominata la guardia pretoriana di Trump. Cominciamo dai numeri: l’anno scorso, la legge fiscale di Donald Trump (il “Big beautiful bill”) ha reso l’Ice l’agenzia federale di polizia meglio finanziata della storia con un bilancio moltiplicato esponenzialmente a 85 miliardi di dollari, necessari per le nuove assunzioni e le strutture detentive. Quasi 12mila nuovi agenti sono stati assunti in un lasso di tempo talmente breve da non consentire né una formazione adeguata (da venti è passata a otto settimane ed è concentrata su tattiche di arresto, uso delle armi e controllo del perimetro) né un sufficiente controllo della fedina penale dei candidati. La campagna di reclutamento è costata 100 milioni di dollari. Con lo slogan “Defend your homeland”, difendi la tua patria, i nuovi “qualificati patrioti americani” sono stati invogliati con uno stipendio da 50mila dollari l’anno e bonus per ex studenti, una sorta di condono dei debiti universitari. È stato cancellato il requisito di una padronanza minima dello spagnolo, la lingua più diffusa tra i migranti. Con l’obiettivo di effettuare almeno 3mila arresti al giorno e un milione di espulsioni entro l’anno, le reclute si muovono impazzite come le palline di un flipper: indossano abiti borghesi e passamontagna o foulard per nascondersi il volto, più raramente il giubbotto anti-proiettile con la scritta “Police” o “Ice” o “Ero” (è l’anima operativa dell’agenzia che effettua arresti e espulsioni), utilizzano veicoli che non identificano il loro ruolo, non si identificano al momento dell’arresto. Sono stati dotati di equipaggiamento bellico come gli elicotteri Black Hawk. Operano in quartieri densamente popolati, con famiglie, bambini e manifestanti, con spray urticanti, gas lacrimogeni o munizioni al peperoncino (armi non letali ma generatrici di caos).
Se il problema dell'Ice non è quello che fa ma come esercita la forza | Libero Quotidiano.it
Un motivo c’è se l’Ice, l’agenzia federale responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione, è stata r...













