La maggioranza repubblicana al Congresso, e l’amministrazione di Donald Trump, tornano alla carica per finanziare appieno le grandi agenzie e le operazioni anti-immigrazione. Il Senato ha compiuto i primi, significativi, passi approvando di stretta misura una risoluzione che stanzia 70 miliardi di dollari per i prossimi tre anni, il resto del mandato di Trump alla Casa Bianca. I beneficiari: l’Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, e Border Patrol, le guardie di frontiera, impegnate, con tattiche nella bufera per la loro aggressività, in retate contro clandestini e chi non ha documenti in regola e nelle espulsioni di massa, priorità del presidente.

L’iter legislativo non è finito: per superare l’ostruzionismo dell’opposizione democratica i repubblicani al Senato hanno adottato una manovra parlamentare di budget chiamata reconciliation, che, per leggi con verificato impatto su entrate e deficit, permette un voto a maggioranza semplice anziché di almeno 60 senatori su cento. I conservatori americani possono contare su 53 seggi. Dopo la mozione già varata e i dettagli della proposta, sono però appunto necessari via libera di autorità tecniche del Senato. Democratici o repubblicani dissidenti possono inoltre presentare raffiche di emendamenti, al Senato come alla Camera. Che deve a sua volta passare la misura, a maggioranza semplice ma tra resistenze: oltre alle obiezioni progressiste ci sono quelle dei repubblicani radicali, che vorrebbero agganciare al provvedimento altre iniziative a loro care, quali giri di vite su diritto di voto e requisiti di identità alle urne.