L’ennesima giornata di polemiche tra Camera e Senato. L’opposizione, tempestivamente attivata da provvidenziali whatsapp, che accusa Carlo Nordio di un trojan installato nei computer dei magistrati per spiarli (parentesi: il contratto con Microsoft è del 2019, governo Conte, ministro della Giustizia “dj Fofò” Bonafede, Cinquestelle se la memoria non inganna). La risposta del ministro è in una parola: «Surreale». Eppure da sinistra si insiste nel dipingere un governo che spia e complotta, costruendo una narrazione fatta più di sospetti che di fatti. Un attacco che si inserisce pienamente – ormai lo sanno anche i bambini - nella battaglia senza quartiere sulla riforma della giustizia. In cui ogni tentativo di cambiamento viene raccontato come un attentato allo Stato di diritto.