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Ranucci anticipa l'inchiesta sui magistrati monitorati attraverso i loro computer. Nordio smonta tutto: "Accuse surreali, sistema di sicurezza in uso dal 2019"

Dal 2019 - primo governo di Giuseppe Conte - i magistrati sarebbero stati spiati da remoto attraverso un software inoculato nei loro pc dai tecnici del ministero della Giustizia, all'insaputa (naturalmente...) dell'allora ministro M5s Alfonso Bonafede. Una sorta di Grande fratello nato con M5s al potere, capace di scrutare nei segreti delle Procure, quello scoperto da Report grazie a un magistrato piemontese che l'avrebbe denunciato. Tanto basta per scatenare l'ennesima tempesta sul governo di Giorgia Meloni e sul Guardasigilli Carlo Nordio, che accusa Sigfrido Ranucci di aver imbastito "accuse surreali". "Anziché chiedere a Conte o al suo Guardasigilli, il campo largo se la prende con Nordio per fatti avvenuti tre anni prima del suo insediamento. È la misura della credibilità dell'opposizione", sentenzia su X Enrico Costa, vicepresidente Fi in commissione Giustizia.