Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Almeno dal 2012 accesso compulsivo a dati sensibili poi girati a cronisti di sinistra

Il verminaio dell'Antimafia, quel sistema di spioni che ha agito nell'ombra della Superprocura cucinando migliaia di dossier su politici e vip, è a una svolta. E corre su un doppio binario: quello giudiziario, con la Procura di Roma pronta a chiedere il processo per i 23 indagati, e quello politico, con la caccia ai presunti mandanti che oggi punta sull'allora vertice della piramide, l'ex procuratore Federico Cafiero De Raho, sotto la cui guida si è consumato il più grande scandalo della Repubblica.

Perché è in quel tempio sacro della legalità voluto da Giovanni Falcone che un servitore dello Stato, il finanziere Pasquale Striano, ha messo in atto, per quattro anni, una consultazione "compulsiva" delle informazioni riservate nelle banche dati, estrapolando migliaia di documenti su richiesta dei giornalisti del quotidiano Domani, i quali usavano gli atti secretati per cucinare esclusive giornalistiche contro gli avversari politici. È così che il verminaio avrebbe influito sulla vita democratica del Paese, con dossier tirati fuori dal cilindro nei momenti cruciali della Repubblica: dai tentativi di intralciare la formazione del governo Meloni al dossier Quirinale, per impedire la scalata al Colle prima di Silvio Berlusconi e poi dell'ex presidente del Senato Elisabetta Maria Alberti Casellati, passando per l'ossessione per la Lega, il partito più dossierato fin dall'exploit di Matteo Salvini alle Politiche del 2018. E questa attività compulsiva nel sistema analisti del finanziere Striano, certificano ora gli inquirenti romani a un passo dal chiedere il processo, sarebbe stata messa a segno su pressante richiesta dei giornalisti, decritti non come semplici "richiedenti informazioni", ma come gli "istigatori" delle condotte illegali di Striano, in un disegno criminoso che, grazie a "un rapporto esistente e perdurante quantomeno dal 2012" tra Striano e Tizian, ha spinto il sottufficiale a mettere in atto in atto una consultazione "compulsiva" delle informazioni sulle banche dati della Dna e della Finanza, per fornire loro centinaia di documenti coperti da segreto, attraverso cui venivano poi preparate le notizie. Ed è proprio uno degli articoli pubblicati su Domani il 27 ottobre 2022, in cui venivano rivelati i compensi del ministro Guido Crosetto con lo scopo di colpire il nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni, a scoperchiare il vaso di Pandora dei dossieraggi.