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5 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 19:38

“Per conto di chi?”. E soprattutto “per fare cosa?”. Mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio si sbracciava in Parlamento per rassicurare magistrati e opinione pubblica sull’assoluta inviolabilità dei computer della Giustizia, bollando come “spazzatura” l’inchiesta di Report, nei sistemi informatici del ministero di via Arenula si registrava una frenetica attività tecnica. Una sequenza di operazioni concentrate proprio nelle ore successive alla messa in onda del servizio che aveva sollevato dubbi sulla sicurezza delle postazioni utilizzate dai magistrati.

A rivelarlo è stato lo stesso Sigfrido Ranucci durante la presentazione del suo libro “Il ritorno della casta: assalto alla giustizia”, accanto al magistrato Nino Di Matteo e al giornalista Andrea Vianello. Il conduttore di Report ha anticipato nuovi elementi che, a suo dire, contraddirebbero la narrazione rassicurante del ministero. “Il sospetto – secondo Ranucci – è che qualcuno abbia voluto cercare di riparare qualcosa che non funzionava bene, quindi avevamo ragione noi a denunciare l’anomalia o peggio ancora, ma questo non lo possiamo dire, abbia voluto cancellare qualcosa di importante, togliere delle tracce di azioni fatte o delle cose non lo sappiamo”.