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20 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:17

Il volto oscuro delle Olimpiadi. L’altra faccia della luna. Il mondo che c’è, è sotto gli occhi di tutti, ma pochissimi vogliono vedere. Perché finora, e soprattutto in questi giorni, nelle cronache e nelle riprese televisive prevalgono i lampi della Fiamma, i sorrisi degli atleti di un tempo lontano, i medagliati che hanno emozionato l’Italia, le tute bianche dei tedofori, le rassicurazioni di chi dice che tutto va bene, le immagini di distese bianche anche se tutt’attorno i prati sono senza neve. È l’eccesso a provocare il suo contrario, la sua negazione, quando si esagera nella retorica della bellezza, nell’entusiasmo dello spirito italiano, nell’adrenalina delle competizioni e dello sport. Ed è qui, da questo disagio provocato dalla illogicità e dalla propaganda, che ha preso forma un concorso fotografico, il cui obiettivo – nient’affatto dissimulato – non consiste nella celebrazione, ma nella denuncia, non nell’estetica della forma, ma nella gravità della sostanza.

Lo hanno battezzato “Olimpiadi Infernali”, con un ossimoro che accosta l’altezza inarrivabile dei cieli alla profondità dell’abisso. Fuor di metafora: “Fotografa gli impatti delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 The Dark side of the Olympics”. A lanciare il concorso, che non vuole incantare, ma squarciare il velo dell’ipocrisia, è il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste dell’Alto Bellunese, di cui fanno parte Italia Nostra-Sezione di Belluno, Mountain Wilderness Italia, WWF Veneto Terre del Piave, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Peraltrestrade Dolomiti, il Gruppo Promotore Parco del Cadore e Legambiente Treviso.