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8 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:03

Il grande inganno delle Olimpiadi. Peggio, il potere assoluto del Comitato Olimpico Internazionale nei confronti dei Paesi che ospitano i Giochi invernali ed estivi, a cui impone regole ferree, ma soltanto a propria autotutela, incurante dei debiti e dei disastri ambientali che vengono lasciati in eredità. L’esperienza appena vissuta dall’Italia con Milano Cortina 2026 è già stata clonata ed è destinata a causare gli stessi effetti nefasti in quelli che saranno i Giochi delle Alpi Francesi 2030 e di Brisbane, in Australia, nel 2032. Nella sede del Parlamento europeo, riuniti dall’eurodeputata Cristina Guarda del gruppo Verdi/Alleanza Libera Europea, si sono confrontati giornalisti ed esponenti di movimenti che si stanno occupando dei tre appuntamenti olimpici, analizzandone l’organizzazione e le spese folli, le promesse mancate di sostenibilità economico-ambientale e l’eredità negativa lasciata sui territori.

Al di là delle diverse caratteristiche nazionali, sul banco degli accusati è finito soprattutto il Cio, un ente di diritto privato svizzero apparentemente senza scopo di lucro, che lascia dietro di sé buchi di bilancio e gravi problemi per i paesi ospitanti. “Oro, neve e cemento. I costi nascosti dei grandi eventi” è il tema che ha accomunato una riflessione transnazionale che il 13 maggio prossimo culminerà con una manifestazione di protesta davanti alla sede di Losanna per chiedere al Cio di abolire le Olimpiadi.