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27 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:31

L’entusiasmo divampa per le strade d’Italia, decine di migliaia di persone riempiono le piazze e applaudono la fiamma olimpica, portata su e giù per lo stivale da 10.001 tedofori. È l’apoteosi a cinque cerchi, sapientemente esaltata dalla grancassa massmediologica che ad ogni angolo della nazione fa risuonare le stesse parole d’ordine: appuntamento con la storia, evento unico, emozione collettiva, brividi e pelle d’oca, ricordi del passato e presagi di future medaglie, valori dello sport, unità, comunità, spirito di squadra…

Sembra davvero che tutta l’Italia si sia messa in marcia dietro il simbolo del fuoco di Atene, per raggiungere Cortina, Milano, Anterselva, Tesero, Predazzo, Bormio, Livigno e Verona, venue di gara o sedi delle cerimonie dei XXV Giochi Invernali. A leggere i giornali e ad ascoltare i servizi televisivi, che riprendono l’entusiasmo di Fondazione Milano Cortina 2026, l’Italia si è trasformata in una gigantesca camminata alla Forrest Gump. Almeno ci hanno risparmiato la retorica dello “Spirito italiano vibrante e dinamico”, brand che pare scomparso dai radar degli organizzatori dopo il disvelamento della maldestra scopiazzatura del “Manifesto degli intellettuali fascisti” risalente all’aprile 1925.