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Ultimo aggiornamento: 8:14

La fiamma olimpica negata ai grandi campioni dello sport azzurro per finire nelle mani di vip e semivip, persino dell’Uomo Gatto. Una storia davvero italiana, troppo nazionalpopolare perché la politica non ci sguazzasse. Salvini cavalca il caso e si fa garante della sua soluzione, non si sa bene a che titolo. Abodi, che non perde occasione di straparlare, segue a ruota. Addirittura si organizza una riunione urgente al governo per chiarire la questione. Avessero avuto la stessa solerzia sui problemi veri, di queste Olimpiadi.

Intendiamoci. Lo scandalo dei tedofori – che proprio noi sul Fatto Quotidiano abbiamo sollevato in tempi non sospetti, ben prima che diventasse un caso nazionale – è grave, soprattutto perché racconta tanto della gestione superficiale e per certi versi anche volgare da parte del Comitato organizzatore. Ma tutto sommato rimane un’inezia, se paragonata a tutto quello che è successo – e continua a succedere – a Milano-Cortina.

I ritardi disastrosi, con gli impianti (vedi il Palazzetto di Santa Giulia per l’hockey a Milano, o la cabinovia di Socrepes) ancora in preparazione o persino in dubbio, a pochi giorni dall’inaugurazione. Le cattedrali nel deserto o le opere che andranno a beneficio dei privati, lasciando niente alla collettività. Lo scempio del territorio. Le furbate, le raccomandazioni, tutti gli scandali emersi dall’inchiesta affossata dal governo.