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Ultimo aggiornamento: 13:47

Per far esplodere definitivamente il caso è servita la protesta di Silvio Fauner, oro olimpico a Lillehammer ’94. Ma ora la figuraccia sulla selezione dei tedofori delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 diventa perfino una questione politica, con la Lega di Matteo Salvini che definisce la gestione “incomprensibile e sconcertante“, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ha annunciato che chiederà “informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione“. Il nodo della questione lo aveva anticipato ilfattoquotidiano.it già settimane fa, ma è servita la protesta degli atleti perché diventasse evidente: a portare la fiamma olimpica in giro per l’Italia si sono visti influencer, celebrità di vario genere tra attori, chef e cantanti. Gli sportivi, specialmente quelli delle discipline invernali ma non solo, denunciano invece di non essere stati coinvolti.

“Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile“, ha denunciato Fauner alla Gazzetta dello Sport, precisando di aver raccolto il malcontento di “10 atleti e 35 medaglie olimpiche“. La leggenda dello sci di fondo italiano ha attaccato: “Hanno preferito gente dello spettacolo come l’Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche”. Ma non è stato l’unico a lamentarsi: da Giorgio D’Urbano (ex preparatore di Alberto Tomba) a Kristian Ghedina, dalla nuotatrice Ilaria Bianchi allo schermidore a Matteo Tagliariol, campione olimpico di spada maschile di Pechino 2008.