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Ultimo aggiornamento: 20:12
La Fondazione Milano-Cortina ci ricasca. Fin qui il tradizionale percorso della fiamma olimpica, invece di essere un momento di festa e celebrazione dell’Italia e dello sport italiano, è stata trasformata dagli organizzatori in un carrozzone piuttosto imbarazzante. Abbiamo visto la gloriosa torcia affidata a cantanti, soubrette e “amici di”. Consegnata e poi revocata a Massimo Boldi, per la sua intervista al Fatto ritenuta inappropriata. Prestata pure agli interessi privati dei partner commerciali, da Stellantis a Eni a Coca Cola. Insomma, passata dalle mani di tutti fuorché di chi davvero l’avrebbe meritata, ovvero i grandi campioni esclusi. Adesso un nuovo caso è pronto a far discutere.
In una delle ultime frazioni di questo lungo viaggio iniziato a novembre e destinato a concludersi il 6 febbraio con l’accensione del braciere nella cerimonia inaugurale, nella tappa di Bolzano in calendario martedì 27 gennaio, è annunciata tra i tedofori Carolina Kostner. Stella del pattinaggio artistico sul ghiaccio, bronzo ai Giochi di Sochi nel 2014, più volte campionessa europea e anche mondiale nel 2012, la Kostner è stata una delle atlete invernali più famose e popolari degli Anni Duemila. Lei sì che a differenza di tanti altri meriterebbe l’onore di portare la fiaccola. Se non fosse per un piccolo dettaglio: la macchia della squalifica per doping nel 2015. E come abbiamo già raccontato sul Fatto Quotidiano, il regolamento olimpico pubblicato proprio sul sito della Fondazione Milano-Cortina è chiarissimo: dalla selezione è escluso categoricamente chiunque abbia riportato una condanna.










