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13 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:55

Non bastavano cantanti e soubrette, attori e “amici di”, che poco o nulla hanno a che fare con lo sport. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina non si fanno mancare proprio nulla: hanno messo la fiamma olimpica in mano persino ad ex dopati. Contro il regolamento. Un mese fa, sul Fatto, avevamo sollevato per primi lo scandalo dei tedofori di Milano-Cortina: scelti più in base a criteri di visibilità (o peggio ancora amicizia) che per reale merito o attinenza con l’evento. A Roma, per l’arrivo in Italia della torcia, era andata in scena una parata quasi offensiva per l’olimpismo: Achille Lauro, pupillo dell’assessore Onorato, e il suo sodale Boss Doms, Giuseppe Tornatore socio Aniene e Lavinia Biagiotti amica di Malagò (che grazie alle sue conoscenze aveva già ospitato nel suo circolo di golf la Ryder Cup finanziata da soldi pubblici). Lo stesso copione si è ripetuto per settimane in giro per l’Italia, tanto da diventare un vero e proprio caso nazionale , di cui si è occupata anche La Gazzetta dello Sport, con la denuncia di tanti nomi storici dello sport italiano, messi in disparte o addirittura dimenticati, in favore di influencer e youtuber: da Silvio Fauner a Giorgio Di Centa, da Pietro Piller Cottrer a Kristian Ghedina, solo per citarne alcuni.