Roma, 14 gen. (askanews) – Cosa vuole Donald Trump nell’Artico? Il presidente americano ha rilanciato con forza l’idea di prendere il controllo della Groenlandia, definita una “priorità di sicurezza nazionale” per gli Stati Uniti a fronte di minacce securitarie emanate da Cina e Russia. L’idea non è nuova, anzi, era già stata avanzata e respinta nel 2019. Oggi riemerge con toni violenti e minacciosi in un contesto globale completamente mutato, segnato dalla competizione tra grandi potenze e dalla corsa alle risorse strategiche.

LA MINACCIA CINESE?

La Casa Bianca ha insistito sulla necessità di contrastare l’influenza cinese in questa regione sempre più strategica. Pechino dichiara il proprio interesse per l’area definendosi si dal 2018 uno “Stato vicino all’Artico” e promuove una “Via della seta polare”. La Federazione Russa ha avviato un corso di cauta apertura alla cooperazione con la Cina nella regione artica dal 2022, quando con l’invasione dell’Ucraina è entrata in rotta di collisione con i Paesi artici (tutti membri Nato) e in generale con l’Occidente. In ogni caso la presenza cinese resta limitata: tre rompighiaccio contro oltre quaranta russi e nessuna infrastruttura militare né tantomeno controllo diretto in Groenlandia.