Trump torna a infiammare le tensioni globali, ribadendo che "vuole" anche la Groenlandia.

Un obiettivo non nuovo per gli Usa che il commander-in-chief rilancia nel pieno della crisi venezuelana, confermando una strategia che ha proposto più volte. E che risale addirittura ai tempi di Truman che, dopo la Seconda guerra mondiale, mise sul piatto l'equivalente degli attuali 1,6 miliardi di euro per acquistarla. Ma l'operazione non andò in porto.

E' "assolutamente necessaria per la sicurezza nazionale" statunitense ha spiegato il tycoon che vede nell'isola un avamposto contro Russia e Cina, sia sul fronte militare che su quello economico commerciale, contando sul climate change ed il progressivo scioglimento dei ghiacciai che apre immense opportunità nello sfruttamento delle rotte artiche e degli immensi giacimenti di terre rare, finora irraggiungibili per lo spessore dei ghiacciai.

* DIFESA. Dal punto di vista militare, la Groenlandia è considerata un ponte strategico tra America ed Europa. Ospita già la Pituffik Space Base, il punto più a nord della rete di sorveglianza e allerta per la difesa missilistica del Pentagono. Nel mirino americano ci sarebbe la possibilità di allargare la propria presenza e poter monitorare e intercettare i movimenti delle flotte russa e cinese attraverso il varco Greenland-Iceland-UK, strategico anche per la protezione dei cavi sottomarini artici.