Washington, inoltre, potrebbe ottenere il diritto di intervenire per prima su qualsiasi investimento nelle risorse minerarie della Groenlandia, potendo approvare o bloccare operazioni di altri Paesi. L'obiettivo sarebbe impedire a Russia e Cina di entrare nello sfruttamento delle risorse dell'isola. In cambio, Trump ritirerebbe la minaccia dei dazi contro l’Europa, secondo le fonti. Parlando con i giornalisti, il presidente americano ha definito il quadro dell'accordo "davvero fantastico", senza fornire dettagli, aggiungendo di presumere che la Danimarca fosse stata informata. La Casa Bianca non ha commentato e un funzionario dell'amministrazione ha precisato che non è chiaro fin dove si spingeranno i colloqui. "Se questo accordo andrà in porto, e il presidente Trump è molto fiducioso che accada, gli Stati Uniti raggiungeranno tutti i loro obiettivi strategici sulla Groenlandia a costi minimi e in modo permanente", ha dichiarato il portavoce, Karoline Leavitt. Nell'intervento al World Economic Forum, Trump aveva escluso il ricorso alla forza militare per prendere il controllo della Groenlandia. Una svolta rispetto ai giorni precedenti, quando non aveva escluso l'opzione militare e aveva pubblicato online l'immagine sua che issava una bandiera americana sull'isola.
Groenlandia, ecco come è nato il dietrofront di Donald Trump
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