"Ci vedremo a Davos". Ma nel frattempo Donald Trump ha già piantato la bandiera degli Stati Uniti sul suolo della Groenlandia. Metaforicamente e mediaticamente, ma non solo.

La contesa tra Washington, Copenaghen e Bruxelles sull'isola di ghiaccio, snodo geopolitico, economico, commerciale e militare sempre più cruciale nel confronto con Cina e Russia, registra nella notte italiana nuovi picchi. "Non penso che gli europei opporranno molta resistenza. Dobbiamo averla", ribadisce il capo della Casa Bianca sulla Groenlandia parlando con i giornalisti in Florida.

"Non possono proteggerla", ha proseguito Trump, secondo quanto riporta la Cnn, aggiungendo che "i danesi sono persone meravigliose e so che i loro leader sono ottime persone, ma non ci vanno nemmeno". "E sapete, il fatto che una nave sia arrivata lì 500 anni fa e poi se ne sia andata non vi dà alcun diritto di proprietà. Quindi ne parleremo con le varie persone coinvolte", ha aggiunto. Cnn ricorda che, secondo quanto riportato dal sito web del governo della Groenlandia, nel 1721 un missionario luterano arrivò in Groenlandia in barca, segnando l'inizio della colonizzazione dell'isola da parte della Danimarca.

DONALD TRUMP, LA LETTERA AL PREMIER NORVEGESE: "SENZA NOBEL NON SONO PIÙ OBBLIGATO A PENSARE ALLA PACE"