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22 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:40

Il vertice a Davos fra Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte ha fatto tacere, almeno per il momento i tamburi di guerra sulla Groenlandia, col presidente Usa che ha deciso di non imporre ulteriori dazi ai Paesi Ue e ha messo da parte l’ipotesi di un intervento militare nell’isola artica. Si è parlato di un generico quadro di accordo sui diritti minerari e lo scudo spaziale, ma non si è scesi nel dettaglio. A pubblicare le indiscrezioni sul contenuto dell’intesa raggiunta al Forum internazionale, sono New York Times e Axios.

Secondo il quotidiano, che cita in anonimato tre alti funzionari, l’accordo raggiunto sulla Groenlandia prevederebbe la cessione agli Stati Uniti della sovranità su piccole porzioni di territorio groenlandese, dove gli Usa potrebbero costruire basi militari. L’idea, hanno riferito i funzionari, è stata del segretario generale della Nato Mark Rutte che “ci stava lavorando da un po’”. Si tratterebbe di un compromesso che la Danimarca è disposta ad accettare. Due dei funzionari, che hanno partecipato alla riunione Nato nella quale è stato discusso il piano, l’hanno paragonata alle basi britanniche a Cipro, considerate territorio britannico. I funzionari citati dal Times non sapevano se l’idea facesse parte dell’accordo annunciato da Trump. Interpellata in merito all’accordo e al suo contenuto, la Nato ha dichiarato in un comunicato che “i negoziati tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti proseguiranno con l’obiettivo di garantire che Russia e Cina non ottengano mai una posizione di vantaggio, né economica né militare, in Groenlandia”.