BRUXELLES. Nuuk come Copenaghen in strada contro Donald Trump e le mire espansionistiche Usa sulla Groenlandia. Nella capitale dell’isola artica, che dipende dalla Danimarca per difesa e politica estera, in centinaia sfilano scandendo slogan contro le azioni statunitensi. Vengono mostrati striscioni con le scritte «americani andate via», «giù le mani dalla Groenlandia» e «la Groenlandia ai groenlandesi», mentre nella capitale danese le circa 20 mila riversatesi per le vie della città hanno messo in chiaro che «la Groenlandia non è in vendita» e intimato la Casa Bianca a rispettare la sovranità nazionale al grido di «Yankee go home!» (americani, andatevene!).

Le nuove offensive statunitensi su un territorio non solo ricco di risorse naturali, ma divenuto improvvisamente più strategico che mai anche per la posizione geografica, non passano inosservate nel vecchio continente. I vertici Ue sono in Paraguay per la firma dell’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur, ma ciò non impedisce al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, di affermare che l’Ue «sarà sempre molto ferma nel difendere il diritto internazionale, ovunque, e naturalmente a partire dal territorio degli Stati membri dell’Ue».